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L’istituto di credito non è esonerato dall’onere di provare il preciso ammontare del credito vantato nei confronti di un cliente

CONTO CORRENTE: LA RIPETIZIONE DELL’INDEBITO SI PUO’ OTTENERE ANCHE SE IL CONTO E’ ANCORA APERTO

L’onere della prova della natura solutoria delle rimesse incomber sulla parte che dimostri la sussistenza dell’apertura del credito.

Nel caso in cui sia l’istituto di credito a recedere dal rapporto di credito a tempo determinato, il giudice deve accertare che il recesso non sia esercitato con modalità impreviste e arbitrarie.

Qualora l’istituto di credito non dimostri l’entità del proprio credito, il saldo iniziale del conto qualora fosse debitore, deve essere ricondotto a zero.

La capitalizzazione annuale delle competenze non essendo rinvenibile negli usi non risulta essere legittima.

L’onere della prova a norma dell’art. 2697 c.c., cade su chi intende far valere in giudizio un diritto, ovvero su chi eccepisce la modifica o l’estinzione del diritto da altri vantato e non esclude il relativo onere, gravando esso dulla parte che fa valere il diritto.

L’ andamento del rapporto bancario senza il deposito del contratto di conto corrente e la produzione completa degli estratti periodici è ostacolata.